Jude the Obscure

lunedì, 09 marzo 2009
La necropoli dei Mori

Accorrevano numerosi dalla spiaggia imbiancata, in ordine sparso, e nulla sembrava poterli fermare. Somigliavano a delle piccole monadi, mosse - nel loro interno - da forze confuse e misteriosissime. Simili a un violento fortunale, si lasciavano alle spalle il ricordo di un'esperienza fantastica. La corsa passionaria li conduceva verso il Tempio; tra loro qualcuno pareva indossare un paio di sandali alati. Non tutti riuscivano a marciare con la costanza di un eroe, qualcuno si lasciava di fatti morire sotto l'ombra materna di un saraceno secolare, rinunciando definitivamente alla conquista del tesoro arietino. Dietro di loro, terribili tempeste di sabbia ed echi d'un boato sordo, sangue e polvere impastati di saliva e cenere. Davanti ai loro occhi, oasi d'abbondanza e il bagliore accecante di un potere assoluto. La salsedine crostificatasi sulle loro guance veniva man mano solcata dalle lacrime, anch'esse salate, di quegl'occhi corrosi dal più torrido scirocco, semiserrati per lo sforzo e per il fastidio. Nessuno intendeva rinunciare alla vittoria, seppur collettiva. Due notti e un'eclissi di luna per arrivare sull'acropoli, all'alba del terzo sole, dove li aspettava la terribile punizione divina per aver peccato di ὕϐρις.

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 09:52 | plink | commenti (1) | tempio, scirocco, eclissi di luna, salsedine, acropoli, monadi, necropoli, ὕϐρις, fortunale, sandali alati, arietino

martedì, 03 febbraio 2009
piccoli mondi sinestetici

un cono d'ombra, l'ombra del mio pensiero riflessa su uno specchio nerolaccato che ripercorre il tragitto verso il mio cervello, già stanco di proiettarsi all'interno. se guardi con attenzione riesci a sentire piccole briciole piccanti di carta scoppiettare nell'aria gelida, e dopo qualche attimo, con una buona dose di pazienza, riesci persino a godere della musica di quel rosso tiziano che sembra diventare sempre più intenso via via che la temperatura s'alza verso il cielo senza stelle. è il freddo siderale di un silenzio anecoico, al riparo d'un portico bollente nel vicolo più stretto della terra malinconica. da quaggiù si riesce a sentire il rumore delle nuvole che rincorrono orizzonti altri, fino a disperdersi nel vuoto. vedo il panico di chi non ha il coraggio di lanciarsi verso l'alto, mi stendo, rifletto, ma poi mi riaddormento troppo in fretta. rimando il tutto a giorni più propizi.

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 21:51 | plink | commenti | sinestesia, anecoico, massivo, rosso tiziano

venerdì, 30 gennaio 2009
Il sapore della paura

Ho parlato di una scenografia complessa, labirintica, onirica, astratta e metaforica: intrecci di scale e specchi neri per le apparizioni degli spettri della mente, personaggi fuori campo che, con la loro presenza/assenza metafisica, testimoniano il progressivo avvenire dei fatti al di fuori del Labirinto della Mente rappresentato sul palco, man mano che il dialogo/scontro tra i due procede. Non necessariamente fantasmi nel senso stretto del termine, ma personaggi della tragedia che, per mia scelta, non compaiono come tali ma assistono impotenti, sotto forma di ombre appunto, alla psicomachia dei due e a ciò che ne conseguirà. Le azioni non verranno mai rappresentate, ma solamente concepite, architettate e poi suggellate da tali apparizioni sugli specchi. Dentro il Labirinto si attua una discesa all’Inferno, ed è proprio in una sorta di Inferno che ci troviamo, giacché lei, la Lady, è stata posseduta dal Male.
In questa discesa lei ha trascinato anche lui; tutto quello che lei fa è esortarlo a vestire anch’egli i panni del Demonio.

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 15:12 | plink | commenti | paura, inferno, labirinto, psicomachia

venerdì, 05 dicembre 2008
Teleologia Archetipica

Scaturisce dall’interno e si proietta nello spazio d’un vagone dentro al quale gli sguardi riflessi si cercano e si rincorrono. Un impatto visivo che ha a che fare col “cinema naturale della mente”, l’ingresso verso un mondo illusorio e fittizio, una costruzione architettonica senza alcuno scopo dichiarato. Non si tratta di particolari effimeri, l’efficacia è infatti resa manifesta dalla condivisione. Il tempo è il Passato, anche se non ancora etichettabile come Remoto; d’altronde cos’è che rende Remoto un tempo se non la percezione della quasi totale perdita dei confini d’una figura impressa nella nostra memoria?  Sto semplicemente prendendo coscienza di quel qualcosa che – immanente – abita le mie viscere dal giorno in cui le mie viscere cominciarono a prendere forma.

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 20:22 | plink | commenti |

domenica, 21 settembre 2008

Scena prima

In casa Prozorov. Salotto con colonne, dietro le quali si scorge una grande sala. E’ sera, Si sente il suono di un pianoforte. Entra Nataša.

NATAŠA    Sofoĉka! Puoi suonare qualcosa di meno lamentoso? Preparati per la notte, è tardi oramai. (Il suono continua). Fai come ti ho detto!

Entra Bobik, con in mano un libro. Nataša esce.


BOBIK Luogo di accumulo questa casa. Punto di arrivo, rifugio e accoglienza. Luogo di addii e di misteri malcelati. Crocevia di rapporti d’ogni sorta. Da spettatore passivo, mi limito ad assistere. Passi che calpestano il pavimento ripetutamente e scandiscono il ritmo della fretta misto al ritmo di chi invece non ha luoghi prefissati da raggiungere. Sento il peso di una situazione claustrofobica. Voglia di affacciarsi al mondo! Ne sento il profumo. I profumi risvegliano i ricordi!

Entra Andrej Sergeeviĉ, indossa il suo cappotto nero e un cappello. Attraversa la scena dalla porta di destra a quella di sinistra, senza aprire bocca.

BOBIK Perenne dimora di spiriti, è qui che vivo. A volte capita che vadano via, dove però non ci è dato saperlo, possiamo solo immaginarlo. Poi però tornano, improvvisamente. E l’ordine apparente si ristabilisce. Siamo morti che camminano. Gioco a fare il morto, così forse il dolore si placa.

Bobik si stende sotto al tavolo, silenziosamente... Entra Andrej Sergeeviĉ seguito da Tamara Karsavina. Andrej sta leggendo un foglio, Tamara lo osserva nervosamente.

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 15:42 | plink | commenti (1) |

sabato, 02 agosto 2008
Prima di raggiungere la Torre

Che poi forse sarebbe acerbo provare a stabilire un contatto più o meno intenso con quel luogo in cui pare regnare la pace dei sensi. L'energia si crea sotto pelle e scartavetra gli angoli più nodosi dell'animo, smussandoli, in un gioco di luci e ombre in cui risiede il nucleo del mio Io. Possibile che lo stia sentendo solo adesso? Dal punto dell'Oceano inimmaginabile si leva, viaggia oltrepassando le antiche rovine poste al limite del mondo conosciuto, sposa profumi di spezie e di popoli antichi, si veste di-nuovo e spumeggia rosseggiando al tramonto; piomba nella pace e ingoia i pensieri più oscuri quando le nubi soffocanti impediscono al baglio dell'antica Musa dei Poeti di inargentarlo; fende lo sguardo cinico quando culla la sfera infuocata nel rito della Rinascita Eterna; porta con sé sabbia desertica e ortiche, lacrime sparse di pianti amari e sapore di morte. Ossigena le menti assopite e le esorta al risveglio repentino... richiamo alla vita! Fonte primaria di ispirazione, gioco di piume e di specchi, tristezza riflessa sulle note del suono primordiale, danze di sesso e d'intreccio, pensieri fissati in superfici scintillanti che riconducono al punto d'avvio il concetto per me Innominabile. Avverto il peso dell'instabilità, soffro la mancanza di occasioni di riscatto, metto alla prova la mia volontà e ottengo fumi pesanti. Rinnego le astuzie e finalmente mi abbandono all'affetto.

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 10:40 | plink | commenti | rinascita, poeti, musa, torre, oceano

giovedì, 24 luglio 2008
Maison Bertaux


Fette di torte paradisiache accompagnate da una buona tazza di tè (e un goccio di latte) alla deliziosa "Maison Bertaux" di Londra (Greek Street; Soho; West End)

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 18:37 | plink | commenti |

lunedì, 14 luglio 2008
About Eliogabalo

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 12:16 | plink | commenti | eliogabalo, heliogabalus

domenica, 13 luglio 2008
The plot is the revolution

Paradise Now!

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 15:34 | plink | commenti | living theatre, paradise now

venerdì, 30 maggio 2008
manifesto del paradosso o la figura dell'artifex

Spesso le cose non accadono se prima non ne condividi le aspettative con qualcuno, di modo che l'attesa individuale diventi attesa condivisa. La razionalità sterile ci porta a ragionare sullo status del personaggio che impersoniamo in quella specifica pièce, trasformandola fin troppo spesso in una vera e propria commedia degli equivoci. A quel punto lasciamo che sia la drammaturgia predeterminata da un autore onniscente, collocato al di fuori degli eventi, a decidere sul nostro destino. E se invece la figura dell'autore coincidesse col deuteragonista della vicenda o, ancora più inaspettatamente, con la nostra stessa coscienza? Quanto pesa il tocco morbido della penna nei nostri pensieri e quanto invece nella realtà tangibile? Il coraggio d'una azione, IL CORAGGIO D'UNA AZIONE, ecco il nocciolo della questione. Eppure scelgo il non movimento, evito di abbandonarmi al flusso vitale e mi aggrappo a una perenne posizione di stasi.

Pensato & Scritto da: judetheobscure il 11:57 | plink | commenti (1) | manifesto, paradosso, destino

  

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